Nel corso delle vicende storiche di Lonate Ceppino ritroviamo molto spesso l'Olona che rientra indirettamente nelle controversie che nascono per i mulini costruiti sul fiume stesso e rappresentava, nel periodo romano, anche un mezzo di collegamento, con la strada che vi sorge accanto, fra la pianura padana e le regioni costituenti l'attuale Svizzera.
Con l'avvento dell'industrializzazione le acque dell'Olona cambiano aspetto, fino al punto tale che si arriva negli anni settanta a proporre una legge che prevede di considerare l'Olona non più un fiume, ma fogna a cielo aperto.
Le acque limpide che sono state il simbolo di vita, rappresentano ancora oggi, malgrado i primi tentativi di recupero del fiume con i depuratori, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. La presenza delle lavanderie sulle rive, la pesca praticata anche dalle massaie con le forchette e i bagni fatti nelle calde giornate d'estate nelle acque limpide dell'Olona sono testimonianze che ancora oggi alcuni lonatesi possono riportare, ma che scompare in un ricordo passato, cancellato dal prevalere di un'organizzazione sociale ed industriale che ha poco rispetto per l'ambiente, l'uomo e la sua salute.